Un valore intrinseco alla comunità del Ventunesimo secolo è l’identità, sia essa locale che internazionale, legata a piccole aggregazioni o a grandi masse metropolitane.

Tuttavia, a causa di un progresso che conduce verso la globalizzazione, ci si pone la necessità di riacquistare consapevolezza del proprio ID, inteso non solo come Identità dell’individuo, ma anche come Identificativo della provenienza culturale di un popolo.

Su questa scia da anni si collocano le iniziative proposte dal Festival Internazionale delle Identità che, attraverso conferenze, premi letterari, concorsi cinematografici, progetti tecnologici, multimediali e appuntamenti di spettacolo dal vivo mira alla creazione di un network transazionale al tempo stesso unitario ed estremamente particolareggiato per la valorizzazione delle identità in quanto pregio di genti e territori.

Le iniziative artistiche live del Festival sono contenute nella programmazione annuale del FESTIVAL DELLE IDENTITA’ IN SCENA: piattaforma culturale itinerante in Italia e all’estero diretta da Gabriele Tozzi (Gruppo Jobel) che, per mezzo di appuntamenti prevalentemente performativi e attività integrative di approfondimento e formazione, mira a promuovere una sistematica riscoperta  delle identità locali quali espressioni differenti di più ampie identità comuni.

Scopo del Festival è anche il valorizzare spettacoli ed eventi culturali realizzati secondo il tema identitario, attraverso la concessione di un attestato di qualità e favorendone la visibilità per mezzo dei propri canali comunicativi.

Il FESTIVAL DELLE IDENTITA’ IN SCENA si pone inoltre come fornitore ufficiale di contenuti artistici per la rete turistica di ONLY ITALIA TRAVEL, impreziosendone l’offerta con appuntamenti di spettacolo mirati a raccontare – per mezzo di suggestive performance liriche, musicali, teatrali e di danza – l’identità storica, culturale e geografica del Paese visitato. In tal senso il FESTIVAL stipula accordi e specifiche convenzioni con strutture locali generando così un network culturale dedicato all’accoglienza turistica in Italia.

Identità da riscoprire e analizzare a partire dal linguaggio creativo della scena.

Gli obiettivi del progetto sono:

– Incentivare la realizzazione di iniziative culturali nel contesto di un territorio solitamente sprovvisto di simili opportunità;

-Valorizzare l’identità storica, culturale, architettonica e paesaggistica del territorio, per mezzo della riscoperta di storie e tradizioni del luogo e l’utilizzo di location alternative offerte dagli spazi più suggestivi di cui la zona dispone;

– Implementare l’offerta turistica per mezzo di una serie di appuntamenti che fungano da richiamo per il pubblico non residente;

– Coinvolgere le giovani generazioni attraverso corsi di creatività espressiva mirati alla crescita culturale, all’educazione al linguaggio teatrale e alla riscoperta delle proprie tradizioni storiche e culturali nella dinamica ludica ed informale di un laboratorio scenico.

Stagione Teatrale 2011-2012

 

Blue in the face

 

Non ho ancora peccato abbastanza di Enrico Maria Falconi,  Teatro Nuovo Sala Gassman (Civitavecchia) – 1-2 dicembre 2011

Mameli – Canto di un giovane italiano di Lorenzo Cognati e Jobel Teatro,  Teatro Ambra Jovinelli (Roma) – 19 dicembre 2011

L’inferno secondo me – Viaggio nella Divina Commedia di Jobel Teatro,  Teatro Nuovo Sala Gassman (Civitavecchia) – 22-23 Mameli – Canto di un giovane italiano di Lorenzo Cognati e Jobel Teatro,  Campidoglio (Roma) – 17 marzo 2012

 

MAMELI. CANTO DI UN GIOVANE ITALIANO

Inserito nell’ambito delle solenni celebrazioni per il 150° dell’Unità d’Italia, con  il  riconoscimento  del  Comitato Interministeriale per  i Festeggiamenti ( Presidenza del Consiglio dei Ministri), il patrocinio del Ministero per i Beni  e  le Attività Culturali (Progetto Speciale per il Fondo Unico per lo Spettacolo 2011) e la partnership mediatica della RAI  (Radio Televisione Italiana), “MAMELI. CANTO DI UN GIOVANE ITALIANO”    rappresenta    un     efficace    strumento     artistico di comunicazione, incontro e riflessione.

Un’avvincente opera  di  drammaturgia  contemporanea, scritta  e diretta per l’occasione da un regista incisivo ed innovativo quale Lorenzo Cognatti, per la produzione del Gruppo Jobel.

Un’iniziativa tra arte storia e riflessione, che per mezzo delle discipline del  palcoscenico è  capace di raccontare al pubblico di oggi il senso di  una storia passata, nell’ottica di  sempre nuove responsabilità civili cui  dare individualmente risposta.

Lo spettacolo si propone infatti di trascendere i vincoli delle interpretazioni storiografiche nel  nome  di valutazioni dal carattere universale. Narrare le sorti e il sacrificio di quei giovani ribelli specchiandosi nei loro ideali patriottici per trasmettere, in modo dinamico e coinvolgente,  intense  riflessioni  sui  valori  fondanti  di  una  “Patria  ideale”:  l’eredità  di un’Unità difficile e di un’Indipendenza preziosa da costruire, un giorno dopo l’altro, con sempre rinnovata consapevolezza, responsabilità e amore nei confronti di una storia che ancora continua.

 Goffredo Mameli

File rouge della trama è la figura di Goffredo Mameli (Genova 1827 – Roma 1849), le cui gesta personali si fondono con gli importanti avvenimenti storici di quegli anni.

Nella sua breve vita, Mameli prese parte alle più grandi imprese patriottiche del tempo, incarnando il  mito  romantico del  rivoluzionario italiano: battaglie, processioni, comizi, insurrezioni, assedi. Davanti ai suoi occhi si schiuse, ricca di promesse e speranze, la “Primavera dei Popoli”: quel 1848 di uomini e re, destinato a segnare la storia e la cultura di una nazione.

Dalle  cinque  giornate  di   Milano   all’insurrezione  dei  Comuni  d’Italia;  dalla  prima esecuzione dell’Inno allo scoppio della Guerra d’Indipendenza, sino alla proclamazione, difesa e caduta della Repubblica Romana.

Vicini  o  lontani,  compaiono  nell’orizzonte  dell’azione  di  Mameli  tutti  i  più  celebri personaggi della causa risorgimentale: Mazzini, Garibaldi, Gioberti, Bixio, Cattaneo, Carlo Alberto e molti altri.

Soldato, attivista politico, poeta. Giovane italiano. Oltre  alla  composizione di  numerose poesie  e  scritti  artistici  (tra  cui  anche  una  mai rappresentata opera teatrale), a Mameli si deve (all’età di soli 20 anni) la stesura di quel “Canto   degli  Italiani”  che,  musicato  nel  1847  dall’amico  maestro  Michele  Novaro, sarebbe immediatamente passato dallo status di “inno letterario” ad emblema della lotta per  l’indipendenza  e l’unità, divenendo successivamente il simbolo di quel nuovo Stato che sorgeva come una fragile alba al termine di una impietosa tempesta.

Dall’entusiasmo del giovane poeta in viaggio per i campi di battaglia d’Italia emerge la visione  di  una Patria ideale, da sventolare nei tre colori di una bandiera proibita e da cantare come fratelli in un inno “illegale”.

Nelle vicende della sua vita e della sua morte (durante la rocambolesca difesa della Repubblica   Romana)   si   riflette   l’ascesa   e   la   disfatta   di   un   grande   movimento rivoluzionario: il sacrificio di tanti giovani per l’edificazione di un nuovo equilibrio civile.

 

LA REGIA DI LORENZO COGNATTI

L’incontro tra le diverse discipline sceniche, l’accentuata visionarietà registica, le originali sintesi drammaturgiche e la costante dialettica tra dinamismo spettacolare e profondità estetica fanno di Cognatti un autore unico nel suo genere, particolarmente apprezzato e straordinariamente comunicativo.

La sua florida attività creativa annovera molteplici lavorazioni che dal teatro classico procedono  verso  la  scrittura  di  opere  originali,  delineando  così  in  lui  anche  una dimensione   poetica    che    lo    porta    a    firmare    numerosi   testi    di    drammaturgia contemporanea.

Nel 2000 fonda il Jobel Teatro, destinando particolare attenzione alla realizzazione di progetti  performativi tematici, finalizzati alla promozione dell’essere umano. Seguendo tale  rotta  collabora direttamente con numerosi partner, dal Ministero per i  Beni e le Attività Culturali alla Croce Rossa Italiana, da associazioni umanitarie e sociali  ai Pontifici Consigli del Vaticano.

Sue  opere  (tradotte  anche  in  altre  lingue)  sono  presentate  in  festival  nazionali, internazionali e in alcuni tra i più celebri teatri d’Italia (dall’Alula Paolo VI in Vaticano al Teatro Argentina di Roma, dal Teatro Carcano di Milano, al Piccinni di Bari).

Declinando tale spirito di indagine sul fronte pedagogico, nel 1990 crea l’articolata rete di scuole  sceniche “Arteam” presenti in varie città italiane con sede centrale a Roma e fonda il Centro  Culturale Jobel per la produzione e la promozione dello spettacolo dal vivo in Europa.

 

IL GRUPPO JOBEL (www.jobelteatro.it)

Il  Gruppo  Jobel  nasce  a  Roma  nel  2000,  come  strumento  per  rispondere  in  modo completo e professionale a tutte le esigenze inerenti la realizzazione di eventi artistici in Italia e all’estero.

Obiettivo: costruire un mondo creativo in se compiuto e funzionale, nel quale le logiche organizzative  procedano  al  passo  con  la  visione  poetica,  generando  un  unicum armonico ed equilibrato capace di incontrare le esigenze del pubblico contemporaneo internazionale secondo una riconoscibile direttiva di stile e qualità.

Il Gruppo si compone di specialisti nei settori della lavorazione culturale, impegnati in azioni di produzione, formazione e promozione del linguaggio scenico.

Tra le opere prodotte dal Gruppo una particolare attenzione è riservata alla scelta di tematiche dall’alto valore umano e sociale. Lo spettacolo diviene così un importante mezzo di comunicazione per veicolare contenuti e messaggi dal respiro universale.

La pace, il dialogo tra i popoli, la ricerca esistenziale, la lotta contro ogni forma di violenza e  sfruttamento, la sete di giustizia e il confronto con le problematiche più attuali del mondo  odierno sono lo spunto per la realizzazione di progetti artistici originali composti dall’incontro delle più svariate discipline sceniche.