Frediana Fornari è la vincitrice del Premio Luigi Malerba. Giuseppe Marco Albano, Francesco Cordio e gli Insooner, i vincitori di Identità Film Festival.

 

La vincitrice della terza edizione del Premio Luigi Malerba di Narrativa e Sceneggiatura è Frediana Fornari, con Giorni d’inverno, che verrà pubblicata dalla casa editrice MUP di Parma. «La sceneggiatura vincitrice possiede una struttura robusta e un buon ritmo narrativo, con tante idee. La profondità dell’impianto narrativo e il talento nello sviluppo della trama ne fanno una lettura appassionante». È quanto ha sostenuto il regista Giuliano Montaldo, uno dei giurati. Originaria di Parma, la sceneggiatrice vive tra la Versilia e Firenze e ha realizzato diversi documentari selezionati da numerosi festival.
A decretare la sua vittoria una prestigiosa giuria: Irene Pivetti, presidente dell’Associazione di Promozione Sociale LTBF – Learn To Be Free Onlus, Anna Malerba, Irene Bignardi, scrittrice e critica letteraria e cinematografica, il regista Giuliano Montaldo, il produttore Roberto Gambacorta, l’attore Roberto Nobile, Ornella Scarpellini della Direzione Generale Promozione Sistema Paese del Ministero degli Affari Esteri, Michele Guerra, docente di cinema presso l’Università degli Studi di Parma, Mauro Francesco Minervino consulente editoriale del Mup, la Professoressa Teresa Miodini, che ha coordinato il lavoro di una classe del Liceo Artistico P. Toschi di Parma. Sono intervenuti anche Alessandro Occhipinti, segretario generale del FUIS e il Prof. Giovanni Organtini, docente di Fisica all’Università di Roma “Sapienza” e membro dell’équipe del CERN che indaga sul Bosone di Higgs e Giovanni Sciola, in rappresentanza della Direzione Generale del Sistema Paese del Ministero degli Affari Esteri, che diffonde il premio Malerba attraverso gli istituti di cultura.
Al secondo posto si è classificato Il Colpo di Marco Bergami, mentre terzo classificato è risultato La casa nel boscodi Giorgio Pirazzini.
Nella stessa giornata sono stati premiati anche i vincitori di Identità Film Festival, la rassegna cinematografica internazionale dedicata al cinema indipendente e alla valorizzazione di film di alto spessore socio-culturale che sviluppano il tema dell’identità e dell’importanza del legame con la propria terra. Per la categoria cortometraggi ha vinto STAND BY ME di Giuseppe Marco Albano; per la categoria documentari LA MILAGROSA di Francesco Cordio ed infine per la categoria videoclip PRAGA DORATA degli Insooner. I registi vincitori, premiati con un’opera d’arte di Adele Ceraudo, vedranno i propri film proiettati presso il circuito dei Multiplex e Monosale Giometti Cinema.

Sinossi Giorni d’Inverno
Una cava di marmo abbandonata. Paesaggio geometrico di un bianco abbagliante. Su una liscia parete di marmo si riflettono ombre che sembrano di giganti, in realtà sono le ombre di tre ragazzini. Li pediniamo da vicino mentre si arrampicano per un pendio scosceso. Faticano, ansimano, arrancano. Raggiungono la cima che si appiattisce formando una specie di terrazzo che sembra sospeso tra le nuvole, e sprezzanti del pericolo si sporgono sull’orlo del precipizio. Lo sguardo abbraccia altre vette e lontano il mare. É la prima scena del film. Christian, Elia e Davide hanno tredici anni. Non hanno paura della morte, strafottenti, enigmatici, ambigui, a volte cinici, ma al tempo stesso fragili. Attraversano come inafferrabili ectoplasmi due mondi paralleli: il quotidiano sfuocato e indifferente dove “si lasciano vivere” tra famiglia e scuola; e un’altra dimensione in cui vivono pienamente la febbre della vita. Un giorno, vagabondando sulle sponde di un lago, trovano un capanno abbandonato che diventa il loro segreto rifugio. Ma scoprono di non essere soli: non lontano dal loro riparo, in un’altra baracca, abita un vecchio. Ai loro occhi appare una figura infernale: alto, magro, con un lungo impermeabile nero di tela cerata e stivali da pescatore. Iniziano a spiarlo, prima a distanza, poi sempre più da vicino. Il vecchio è infastidito dalla loro sguaiata presenza, deve custodire un segreto. I personaggi agiscono schiacciati sullo sfondo di una natura potente e indifferente. Il lago, dalle acque scure come il piombo, con i suoi cieli crepuscolari diventa lo spazio epico in cui si consuma lo scontro tra i ragazzini e il vecchio che ingaggiano tra loro una lotta apparentemente senza motivo. Un piovoso pomeriggio d’inverno il vecchio sorprende Elia, Davide e Christian a curiosare nel suo capanno. Per la prima volta lo scontro diventa fisico, il vecchio finisce in acqua e i ragazzini lo lasciano affogare. L’accaduto segnerà l’addio all’adolescenza. Nella nuova realtà Elia, conformandosi al mondo ipocrita degli adulti, tradisce Davide e Christian, il cui legame invece si rafforza, anche se i loro destini seguiranno strade diverse. Il film mette in scena l’eterno irrisolto conflitto tra giovani e vecchi. È insieme racconto di formazione e favola nera.

Ilaria Mollo
Ufficio Stampa Festival delle Identità